congedi straordinari retribuiti al 50% o bonus babysitter di 600 euro. Reddito di cittadinanza, sospesi gli obblighi

Coronavirus, oggi il decreto: congedi straordinari retribuiti al 50% o bonus babysitter di 600 euro. Reddito di cittadinanza, sospesi gli obblighi

Il provvedimento economico del governo per l’emergenza coronavirus è pronto. Verrà approvato questa sera. Ecco i punti principali dell’ultima bozza che il Messaggero.it può anticipare.

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Congedi straordinari
I genitori lavoratori che hanno figli fino a 12 anni in casa per la chiusura delle scuole potranno ottenere un congedo straordinario fino a 15 giorni retribuito al 50 per cento dello stipendio. Il congedo dovrà essere usufruito alternativamente dai genitori. Chi ha figli tra i 12 e i 16 anni potrà ottenere il congedo straordinario, sempre per 15 giorni, ma senza retribuzione.
In alternativa si potrà scegliere di ottenere un voucher baby sitter di 600 euro una tantum. Per i medici e gli infermieri il voucher sarà di 1.000 euro.  Per queste misure il governo stanzierà 1,2 miliardi di euro. 

Reddito di cittadinanza
Il decreto prevede la sospensione per 2 mesi per i percettori del Reddito di cittadinanza degli obblighi derivanti dal sussidio. Dunque niente colloqui di lavoro, niente offerte di impiego da accettare obbligatoriamente e nemmeno nessuna necessità di prestare lavoro presso le amministrazioni pubbliche.

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Legge 104
Per i mesi di marzo e di aprile chi ha diritto ai permessi della legge 104 per assistere i propri familiari, potrà usufruire di 12 giorni invece degli attuali 3 giorni di congedo.

Indennità di 500 euro
Arriva una indennità una tantum di 500 euro per una serie di categorie: le partite Iva, i co.co.co, i lavoratori autonomi iscritti alla gestione Ago, i lavoratori stagionali e del turismo, i lavoratori del settore agricolo, i lavoratori dello spettacolo con un reddito inferiore a 50 mila euro. 

Fondo per il reddito di ultima istanza
Arriva un fondo da 200 milioni di euro per il reddito di ultima istanza. Potranno accedere al sussidio i lavoratori dipendenti e autonomi messi in difficoltà dall’emergenza coronavirus a patto che nel 2019 abbiano dichiarato redditi fino a 10 mila euro.

Lavoratori domestici
Per i lavoratori domestici viene sospeso il pagamento dei contributi dovuti tra il 23 febbraio e il 31 maggio di quest’anno. La scadenza viene spostata al 10 giugno.

Tregua sui licenziamenti
Per sessanta giorni sono sospese le procedure di impugnazione dei licenziamenti e contemporaneamente le procedure pendenti. Inoltre il datore di lavoro non potrà recedere dal contratto per giusitificato motivo oggettivo (ad esempio il venir meno di esigenze produttive o per ristrutturazione).

Sostegno alla liquidità delle imprese
Per garantire la liquidità delle imprese attraverso il sistema bancario, viene potenziato per nove mesi il Fondo di garanzia delle piccole e medie imprese. Le principali novità riguardano la gratuità dell’accesso alle garanzie (non saranno più dovute commissioni, l’innalzamento dell’importo massimo garantito a 5 milioni, la possibilità di garantire anche operazioni di rinegoziazione del debito, la facoltà di cumulare la garanzia del Fondo con altre garanzie.

Anticipo ai risparmiatori
Il Fondo per gli indennizzi ai risparmiatori vittime di crisi bancarie potrà corrispondere ad azionisti e obbligazionisti anticipi fino al 40 per cento in attesa del riparto delle somme.

Mutui, aiuti alle partite Iva
Sempre per nove mesi il Fondo di solidarietà per i mutui prima casa (il cosiddetto Fondo Gasparrini) potrà concedere i proprio benefici (sospensione del pagamento delle rate fino a 18 mesi) oltre che ai lavoratori dipendenti alle partite Iva che hanno avuto un calo del fatturato di oltre il 33 per cento rispetto all’ultimo trimestre del 2019.

Sospensione adempimenti e versamenti fiscali
Per tutti i contribuenti sono sospesi gli adempimenti tributari diversi dai versamenti, per il periodo che va dall’8 marzo al 31 maggio di quest’anno. Per quanto riguarda i versamenti, sono sospesi per le partite Iva con ricavi fino a 2 milioni nel precedente periodo di imposta: questi soggetti potranno non versare quanto dovuto nel mese di marzo per quanto riguarda ritenute per i lavoratori dipendenti, Iva, contributi previdenziali e assistenziali e premi per l’assicurazione obbligatoria. Questi versamenti potranno poi essere fatti senza sanzioni e interessi entro il prossimo 31 maggio, con possibilità di dilazionare in cinque rate mensili. Gli altri adempimenti andranno invece perfezionati entro il 30 giugno. Inoltre le “piccole” partite Iva (fino a 400 mila euro di ricavi) non saranno soggette a ritenute d’acconto se nel mese precedente non hanno sostenuto spese per prestazioni di lavoro dipendente. Infine anche per superare la confusione che si è creata in questi giorni i versamenti verso le pubbliche amministrazioni (inclusi quelli di contributi previdenziali e assistenziali) slittano se dovuti dal 16 marzo (domani) al 20 marzo.

 

Ultimo aggiornamento: 16:32


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