Coronavirus, negli Stati Uniti Federal Reserve taglia i tassi e acquista titoli di Stato per 700 miliardi di dollari. Trump: “Grande passo”

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L’emergenza coronavirus è ormai esplosa negli Stati Uniti. Se a New York il governatore dello Stato Andrew Cuomo chiude le scuole pubblice per limitare il contagio, a Washington si varano misure per evitare effetti del virus sull’economia americana. Per la seconda volta in pochi giorni la Federal Reserve interviene sul mercato e questa volta azzera i tassi, portandoli in una forchetta da 0 a 0,25, lanciando parallelamente un massiccio programma di Quantitative Easing per acquistare 700 miliardi di dollari di titoli. L’obiettivo è proteggere l’economica statuinitense dall’impatto del coronavirus.

Esulta il presidente Donald Trump che da tempo attacca la Fed e il suo presidente Jerome Powell, per non essere troppo incisivi nel tagliare il costo del denaro: “Sono contento. La decisione della banca centrale è un grande passo”, ha commentato il tycoon. In queste ore c’è un’azione coordinata delle banche centrali mondiali per assicurare liquidità a sostegno del’economia minacciata dall’emergenza coronavirus”, si legge nel comunicato diffuso dalla Fed, che si dice “pronta a usare il potenziale completo dei suoi strumenti per sostenere il flusso di credito per le famiglie e le imprese e per rafforzare i suoi obiettivi sull’occupazione e la stabilità dei prezzi“. Poche ore prima era arrivata la mossa della Banca centrale cinese, che assicura: la liquidità è ampia e sufficiente.

Gli occhi dei mercati sono ora puntati sulla la riunione dell’Eurogruppo di domani. La preoccupazione per l’economia resta alta, con gli Usa che allontanano lo spettro recessione: “Non mi aspetto che l’emergenza coronavirus porterà l’economia americana in recessione”, dice il segretario al Tesoro Usa Steve Mnuchin, ammettendo però che questa crisi sta comportando un “rallentamento di portata seria”.

Dalla Cina, il paese da cui è partita l’epidemia, arriva un messaggio chiaro: la Banca centrale (Pboc) terrà la liquidità ad un livello ragionevole e sufficiente per garantire un costo dei prestiti basso, assicura il capo del dipartimento per la politica monetaria della banca centrale, Sun Guofeng. E anche l’Authority bancaria (Cbirc) fa sapere che verrà sostenuto il finanziamento commerciale e il credito al consumo per dare una spinta all’economia. Ma qualche indicazione più precisa dell’impatto del virus sul tessuto produttivo potrebbe arrivare proprio domani, quando Pechino pubblicherà gli indici della produzione industriale e il tasso di disoccupazione di febbraio.

Grande attesa domani anche per la riunione dei ministri dell’Economia della zona euro, che si incontreranno in videoconferenza (anziché a Bruxelles per le restrizioni in atto in diversi Paesi), e discuteranno della situazione legata al coronavirus (anziché della riforma del Mes come previsto in un primo tempo), con l’obiettivo di trovare un accordo su una risposta economica per far fronte all’emergenza.


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