Così il coronavirus potrebbe cambiato la televisione

Così il coronavirus potrebbe cambiato la televisione 2

Non si uccidono così anche i programmi? Il coronavirus, c’era da immaginarselo, non poteva nella sua marcia lugubre non falcidiare anche talk show, reality, telefrattaglie: tutti senza pubblico o con le sagome, come Zoro, e già nella mestizia generale fioriscono sarcasmi. Non tutto il virus vien per nuocere, Barbarella in quarantena e così sia, coronativù pensaci tu.

Nel teledramma, se poi è un dramma, si arriva a picchi di patafisica, con Bruno Vespa che si scaglia contro la chiusura, con le ripicche tra chi va in onda e chi viene stoppato. Ma stoppati, a catena, sono tutti, da Domenica Live di Barbara D’Urso a Verissimo di Silvia Toffanin fino a La Repubblica delle Donne di Piero Chiambretti per concentrare, ha spiegato Mediaset, gli sforzi sull’informazione.

SCOMPARSI PUBBLICO E CLAQUE

Ora, l’epidemia di programmi schiude imprevisti e probabilità; la mutazione genetica del mezzo televisivo, realizzato senza il supporto dei viventi, della claque che ride o applaude, modifica i tempi, l’approccio e lo stesso linguaggio. I conduttori sono soli al comando, tutto ricade sulle loro facce, è una televisione distopica che si ricorda del passato remoto. Ed è una televisione dove non si può sbagliare, dove occorre essere più precisi e penetrativi, dove bucare lo schermo non è più un optional.

LEGGI ANCHE: La rivincita della stampa affidabile e l’inattività molesta degli influencer

Ci sono formule, come lo show di Maurizio Crozza, che senza pubblico soffrono troppo, la dimensione tele-teatrale, ma da teatro deserto, non può funzionare. E ci sono format che semplicemente non hanno più senso, motivo per cui vengono congelati come La Corrida di Carlo Conti. Ne scaturisce la necessità di ridefinirsi, di inventare nuovi schemi e confezioni inedite, anche perché nessuno sa quanto potrà durare questo coprifuoco mediatico.

LEGGI ANCHE: In Rai c’è chi dice basta al Festival del coronavirus

UNA SCOMMESSA QUASI IMPOSSIBILE

Eppure, questa sembra la scommessa più impossibile. Perché la televisione, ecco un effetto insospettato del virus, appare di colpo nuda: completamente, forse irrimediabilmente sclerotizzata nei suoi rituali, nei codici, nei frasari. Il suo logorio esce in tutto il suo squallore da questa tregenda, e maturare soluzioni alternative sarà sfida lunga e faticosa, ammesso che si abbia realmente voglia di raccoglierla. Perché ormai la televisione la sanno fare solo così, perché procede per inerzia, perché trash che vince non si tocca: così la vogliono gli inserzionisti pubblicitari che sono i veri padroni del mezzo, così la concepiscono impresari che non hanno in mente alcun livello qualitativo ma solo il ritorno del fatturato. E, alle viste, non si scorge nessun Enzo Trapani, nessun Angelo Guglielmi capace di follie sperimentali.

TRA DEMENZIALI OROSCOPI DEL MORBO E VIROLOGI SUPERSTAR

Prova ne sia la reazione, immediata, simultanea, di tutti i programmi e tutti i tenutari nessuno escluso: un’alluvione di chiacchiere sul coronavirus, come se fosse imperdonabile sottrarsi, come se parlarne a casaccio fosse l’unica missione possibile. Con punte di delirio annunciato tipo Simona Ventura che offre una demenziale via astrologica al morbo, e tutti che ne parlano e ne parlano e ne parlano alimentando confusione e alienazione.

LEGGI ANCHE: Perché bisognerebbe “boicottare” il Gf Vip e le Iene

Altra conseguenza, i virologi novelle popstar, peccato si contraddicano tra di loro e anche in proprio. Maria Rita Gismondo, quella che chiama «angeli» il personale medico del Sacco (diffidare sempre della retorica angelicata), ha cavalcato come una Giovanna d’Arco nella crociata della minimizzazione ottenendo ciò che voleva, la sovraesposizione: la chiamano pure per le previsioni del meteo. Peccato che, nel frattempo, sia passata a una più cauta lettura dei fatti, avendo cura di rimuovere tutti gli alluvionali post su Facebook che ridimensionavano il Covid-19 a stupida psicosi («a me sembra una follia. Si è scambiata un’infezione appena più seria di un’influenza per una pandemia letale. Questa follia farà molto male. I miei angeli sono stremati»).

EFFETTI DELETERI DI UNA TIVÙ INFETTA

La televisione di virus si ammala e si nutre, creando miti: non è sempre un bene, anzi non lo è quasi mai e non lo è in tempi di incertezza e di (giustificata) paura. Tra gli effetti deleteri di questa televisione infetta: Vittorio Sgarbi che dà pazzesche lezioni di contagio (forse è infetto e non lo sa), i cantanti che danno lezioni di vita e la foto dell’infermiera stremata che commuove Francesco Giorgino del Tg1 e ricorda tanto gli occhi della madre, la carrozzina, gli stivali dei soldati, il montaggio analogico, Fantozzi vuol dire qualcosa lei?

LA CLAUSURA POTREBBE FAR CAMBIARE IDEA ALLO SPETTATORE

Il pericolo, si fa per dire, è che la gente nella sua clausura scopra un paio di cosette, per esempio che può vivere benissimo anche senza quei programmi, quelle liturgie oscene, quei protagonisti, quei conduttori; che li trovi improvvisamente decrepiti, improbabili, soffocanti, insomma che arrivi a stufarsi. Perché non è vero quanto suole ripetere mastro Costanzo, «la televisione dà alla gente quel che la gente chiede», è esattamente il contrario, la televisione dà alla gente quello che vuole lei e, per non sbagliare, si mette d’accordo in modo da non offrire alternative: puoi girare duemila canali e trovi sempre la stessa spazzatura cosmica. E queste non sono le riflessioni snobistiche di chi disprezza ciò che non compra, sono evidenze che ormai nessuno si sogna più di contestare. Del resto, basta guardare Blob. Il coronavirus impone una drastica revisione del mezzo e dei suoi codici; che poi questa tabula rasa venga fatta e sfruttata, è altra storia e non molto plausibile. Resta in ogni modo la necessità, urgente, di un riequilibrio, appena si potrà, appena questo dannato morbo sarà imprigionato nei libri di storia; non essendo commendevole che la scienza, la politica e l‘informazione si costringano a dipendere dalle starlette televisive le quali ne fanno ciò che vogliono.

Link Riferimento



Lascia un commento

Open chat
1
Benvenuto. Hai bisogno di informazioni?
Powered by