I dati dell’emergenza coronavirus in Italia del 15 marzo

I dati dell'emergenza coronavirus in Italia del 15 marzo 2

L’Italia sfonda quota 20 mila casi attivi di coronavirus. I pazienti attualmente alle prese col Covid-19 sono infatti 20.603, 2.853 in più rispetto al giorno precedente. I dati forniti in conferenza stampa dal capo della Protezione civile Angelo Borrelli raccontano anche di 2.335 guariti (in crescita di 369 unità rispetto al 14 marzo) e 368 nuovi decessi. Nel dettaglio, sono 9.268 le persone in isolamento domiciliare, e 1.672 in terapia intensiva.

IN LOMBARDIA SI SUPERANO I 1.000 MORTI

In Lombardia, la regione più colpita, i positivi sono 13.272, più 1.587, i ricoverati in ospedale sono 4.898, più 602 rispetto al 14 marzo, «una crescita costante ma non esponenziale», ha spiegato l’assessore al Welfare Giulio Gallera. Venticinque i nuovi casi in terapia intensiva, un numero inferiore alla media di 45 registrata finora, per un totale di 757. Altri sei pazienti sono stati trasferiti dalla Lombardia per un totale di 40 pazienti inviati in altre regioni. Il totale dei decessi in Lombardia è di 1.218, con una crescita di 252.

PRIMI DECESSI IN SARDEGNA E CALABRIA

Primi due morti in Sardegna, uno a Cagliari e uno a Sassari. Il paziente morto a Cagliari era ricoverato al Santissima Trinità. Imprenditore di 42 anni, era il primo caso di positività riscontrato sull’isola, di rientro da una fiera a Rimini. Ricoverato dal 2 marzo e da allora tenuto in coma farmacologico dai medici, aveva visto aggravarsi le sue condizioni negli ultimi giorni. Il paziente morto a Sassari era stato trovato positivo al coronavirus la sera del 14 marzo, e soffriva di altre patologie, tanto che era già ricoverato da 20 giorni nel reparto Cardiologia dell’ospedale Santissima Annunziata. Primo morto anche in Calabria.

AUMENTO TAMPONI, BRUSAFERRO: «SEGUIAMO L’OMS»

Sulla richiesta veneta di aumentare i tamponi, il presidente dell’Iss, Silvio Brusaferro ha risposto: «Siamo inseriti in un contesto internazionale e abbiamo una continua collaborazione con l’Oms, il fatto che altri Paesi europei adottino nostre stesse misure dà anche la dimensione che è estremamente importante essere coordinati in questo senso. Il parere del comitato tecnico scientifico è quello espresso a livello internazionale».

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