Il pellegrinaggio solitario di Papa Francesco per Roma

Un’immagine potentissima che ben riassume l’angoscia che si respira in questi giorni di emergenza coronavirus.

Papa Francesco passeggia a piedi in una via del Corso deserta seguito dalla scorta per recarsi a pregare a Santa Maria Maggiore e San Marcellino al Corso, due chiese carissime ai fedeli romani. Un gesto che ricorda la visita di Pio XII nella San Lorenzo appena bombardata nel 1943.

Visivamente salta all’occhio la somiglianza tra la foto del Santo padre scattata nel pomeriggio del 15 marzo e la scena della passeggiata notturna di Giulio Andreotti nel capolavoro di Paolo Sorrentino, il Divo (2008).

Il pellegrinaggio solitario di Papa Francesco per Roma 2
La scena de Il Divo di Paolo Sorrentino.

IL MIRACOLO CONTRO IL CORONAVIRUS

Francesco ha invocato un”miracolo” che ponesse fine alla pandemia. Prima pregando davanti alla Salus Populi Romani, nella basilica a due passi dalla Stazione Termini, e poi, dopo aver percorso un tratto a piedi, a San Marcellino davanti al crocifisso miracoloso che nel 1522 venne portato in processione per i quartieri della città perché finisse la Grande Peste a Roma.

IL PENSIERO AI SACERDOTI IN PRIMA LINEA

«Con la sua preghiera, il Santo Padre», ha riferito il portavoce vaticano Matteo Bruni , «ha invocato la fine della pandemia che colpisce l’Italia e il mondo, implorato la guarigione per i tanti malati, ricordato le tante vittime di questi giorni, e chiesto che i loro familiari e amici trovino consolazione e conforto. La sua intenzione si è rivolta anche agli operatori sanitari, ai medici, agli infermieri, e a quanti in questi giorni, con il loro lavoro, garantiscono il funzionamento della società». Bergoglio ha voluto esprimere la sua vicinanza ai medici e ai tanti sacerdoti in prima linea. «Grazie tante per tutto lo sforzo che ognuno di voi fa per aiutare questo momento tanto duro», ha detto rivolto a chi è accanto ai malati e alle persone fragili. Con particolare attenzione alla Lombardia, una delle regioni più colpite, dove i «sacerdoti pensano mille modi di essere vicini al popolo perché il popolo non si senta abbandonato. Sacerdoti con lo zelo apostolico che hanno capito bene che in tempi di pandemia non si deve fare il don Abbondio».

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