Le difficoltà di Bergamo e Lombardia col coronavirus

Le difficoltà di Bergamo e Lombardia col coronavirus 2

Bergamo e la Lombardia rischiano di collassare sotto la pressione dell’emergenza coronavirus. Le parole dell’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera, che negli ultimi giorni si sono fatte di volta in volta più preoccupate e allarmanti, trovano un riscontro nella testimonianza diretta di un anestesista e rianimatore dell’Ospedale Giovanni XXIII di Bergamo. «Se il trend dell’epidemia da SarsCov2 continuerà con questo ritmo, Bergamo reggerà ancora per pochissimo: gli ospedali sono saturi ed anche i posti in Regione Lombardia si stanno esaurendo», ha detto all’Ansa Ivano Riva, vicepresidente dell’Associazione degli anestesisti rianimatori ospedalieri italiani Aaroi-Emac Lombardia. «Intubiamo in terapia intensiva anche più di sette persone al giorno e lavoriamo senza sosta, con in media un turno di riposo ogni 14 giorni».

FONTANA: «VICINI A FINIRE I LETTI»

«I numeri continuano a crescere: siamo vicini al momento in cui non avremo letti di rianimazione». lo ha detto il presidente della Lombardia Attilio Fontana a SkyTg24 spiegando che il problema principale è recuperare respiratori. Sono infatti l’elemento essenziale per la costruzione di un ospedale da 500 posti nei padiglioni della Fiera di Milano. Nel frattempo, ha aggiunto, si cerca di recuperare altri letti negli ospedali. «E spero che riescano ancora per qualche giorno – ha aggiunto – a compiere questi miracoli».

GALLERA: «STIAMO DANDO IL MASSIMO»

Anche domenica 15 marzo Gallera ha
spiegto gli sforzi fatti per trovare nuovi posti di terapia intensiva
che diventano sempre più necessari con l’emergenza Coronavirus. «Noi
stiamo dando il massimo, stiamo aiutando i presidi ospedalieri sotto
pressione. In due giorni abbiamo spostato 90 pazienti in
autoambulanza da Cremona, Crema, Bergamo, Seriate e portato in altre
strutture, una capacità di reazione eccezionale, ma sempre più
difficile. Speriamo non arrivi il giorno in cui non riusciamo a
offrire una risposta alla crescita del bisogno».

«LA PROTEZIONE CIVILE NON CI TRATTI CON SUFFICIENZA»

L’appello alle istituzioni nazionali prosegue anche dopo la scelta della Regione di nominare Guido Bertolaso consulente personale del governatore Attilio Fontana: «Se stiamo combattendo una guerra, tutti devono dare il massimo, nessuno può trattarci con sufficienza», ha detto Gallera lamentandosi per le 200 mila mascherine non a norma consegnate dalla Protezione civile. «Quando ho visto le mascherine che abbiamo ricevuto, la mia reazione è stata di rabbia. Quella contro il coronavirus è una sfida che combattono in prima persona gli uomini e le donne che con grande sofferenza fanno decine di ore in ospedale, oltre i loro turni, che si occupano delle persone che arrivano. È un lavoro difficilissimo, quando vediamo che ci viene dato qualcosa che non si può neanche usare perché inidoneo a un presidio ospedaliero vuol dire che non c’è la percezione di quello che stiamo vivendo».

Link Riferimento



Lascia un commento

Open chat
1
Benvenuto. Hai bisogno di informazioni?