Negli Usa aumentano i casi di coronavirus

Negli Usa aumentano i casi di coronavirus 2

Aumentano i casi di coronavirus negli Stati Uniti, dove il conto ha superato quota 2.800 quasi raddoppiando in poco più di 24 ore. I morti sono almeno 58, secondo gli ultimi dati delle autorità sanitarie federali e locali. Lo Stato di New York ha il maggior numero di casi, saliti a 613 di cui 269 nella Grande Mela, dove si è registrata la seconda vittima in un giorno, un uomo di 65 anni. Risultati positivi anche due parlamentari dell’Assemblea statale nella capitale Albany, la cui sede è stata chiusa per la messa in sicurezza. Negativo al test il presidente Donald Trump, sottoposto ai controlli dopo la cena con la delegazione brasiliana nella quale era presente il consigliere di Jair Bolsonaro che ha contratto la malattia.

ISRAELE TOCCA 200 CASI

In aumento anche il numero degli israeliani positivi, che ha raggiunto la cifra di 200 nella notte tra il 14 e il 15 marzo. Di essi 157 sono ricoverati, mentre altri 34 vengono curati nelle rispettive abitazioni. Altri ancora stanno per essere pure ricoverati. Lo ha reso noto il ministero della sanità israeliano. In Cisgiordania il numero dei contagiati è salito di tre unità (tutte a Betlemme) raggiungendo così la cifra complessiva di 38. Il governo di Mohammed Shtayeh ha tenuto la scorsa notte una seduta di emergenza per esaminare l’impatto dell’epidemia sulla economia della Autorità nazionale palestinese. A Gaza finora non si ha notizia di alcun caso. A scopo cautelativo le autorità hanno ordinato la chiusura di tutte le scuole fino al 31 marzo ed il blocco dei valichi verso Israele ed Egitto. Il processo per corruzione, frode e abuso di potere contro il premier Benyamin Netanyahu, che doveva cominciare martedì 17 marzo a Gerusalemme, è stato rinviato fino al 25 maggio.

LE NUOVE MISURE DELL’AUSTRALIA

L’Australia ha imposto un autoisolamento di 14 giorni obbligatorio a chiunque entri nel Paese. Lo ha detto il primo ministro Scott Morrison. «Dovremo abituarci ad alcuni cambiamenti nel modo in cui viviamo la nostra vita», ha spiegato Morrison. Il primo ministro ha inoltre aggiunto che a tutte le navi da crociera sarà vietato l’attracco e che «il flusso dei visitatori si ridurrà notevolmente e molto rapidamente». «Se un vostro conoscente rientra da Bali e poi va al lavoro e siede accanto a voi, allora commette un reato», ha aggiunto Scott. In Australia sono stati registrati finora 269 contagiati con un gran numero di nuovi casi che ora proviene dagli Stati Uniti che, secondo Morrison, è una «fonte principale» del focolaio.

LA BOLIVIA BLOCCA GLI ARRIVI DA QUATTRO PAESI

Anche la presidente della Bolivia Jeanine Anez ha dato disposizioni di vietare l’ingresso nel Paese ai cittadini provenienti da Cina, Corea del sud, Italia e Spagna. Lo scrive l’agenzia di stampa statale Abi. Via Twitter Anez ha detto di aver «ordinato che si proibisca l’ingresso dei passeggeri da Cina, Corea del Sud, Italia e Spagna. Questa decisione fa parte dei provvedimenti forti per lottare contro il virus e proteggere la salute della gente». La nuova disposizione integra le misure già approvate dal governo riguardanti la sospensione delle lezioni nelle scuole, quella dei voli da e per l’Europa e il divieto delle manifestazioni di massa con più di 1.000 persone. Al momento in Bolivia vi sono dieci casi confermati di Covid-19, di cui tre sono importati dall’estero e sette frutto di contagio locale con quelli.

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