Virologia spicciola (ma non troppo) del Covid-19

Virologia spicciola (ma non troppo) del Covid-19 2

Di fronte all’epidemia, possiamo dividerci in quattro grandi categorie. Tra chi non si è ancora ammalato, chi sì ma non se n’è accorto, chi è sintomatico e chi è già guarito. Poi ci sono i sudditi di Elisabetta. Per loro vale un discorso a parte. O forse no.

Da profani della materia, ma subissati di informazioni h 24, tentiamo una sintesi della situazione epidemiologica. Escludendo i deceduti (con o senza virus appresso), in questo momento la popolazione può essere suddivisa in quattro categorie principali.

1. NV – NEGATIVI AL VIRUS

Per ora, la stragrande maggioranza di noi. Ma, si badi, per ora. Il Negativo è infatti solo provvisoriamente immune, perché nel breve o medio periodo potrà essere infettato. Qui, l’importante è il “quando”: è diverso gestire i malati un po’ per volta e trovarseli invece a ondate di grandi numeri. Il Negativo, dunque, è esposto al contagio e vive nell’ansia, perché sa che potrà ritrovarsi in una delle successive categorie. Una sottoclasse di questo gruppo è quella dei milanesi, cioè gli abitanti della città metropolitana, assediata tutt’intorno dai focolai del Lodigiano, della Bergamasca, del Cremonese, del Piacentino. Sentiamo che il cerchio si stringe e sappiamo che una diffusione rapida nella città porterebbe i numeri e l’emergenza a livelli catastrofici. La nostra ansia, quindi, vale doppio. E la nomina di Bertolaso a commissario speciale non ci dà alcun conforto.

2. PA – POSITIVI ASINTOMATICI

È la condizione “pacchia”: il virus mi ha beccato, ma neppure me ne sono accorto, il virus mi fa un baffo. Per l’individuo singolo è una fortuna, ma per la collettività un pericolo ambulante, perché il PA porta in giro con sé la bestia e la può diffondere tra gli NV anche se è gentile e sorridente. È diventato un ignaro veicolo del contagio ed è proprio per arginare questa categoria che ce ne stiamo tutti chiusi in casa.

3. PS – POSITIVI SINTOMATICI

Sono i malati veri e propri, con gradazioni che vanno dallo starnuto semplice alla terapia intensiva, all’intubazione con respiratore di ossigeno. Di questo gruppo, solo gli operatori sanitari conoscono le condizioni effettive. A noi reclusi arrivano testimonianze angoscianti di reparti ospedalieri trasformati in lazzaretti, dove medici e infermieri bardati come astronauti cercano di tenere in vita persone che non riescono a respirare. È la trincea della guerra al virus, dove si contano i caduti.

4. PG – POSITIVI GUARITI

I miracolati, quelli che ci sono passati e ce l’hanno fatta a venirne fuori. Da positivi che erano, si sono negativizzati. Non sappiamo però se a questo punto rientrano alla categoria 1 dei Negativi e possono essere infettati di nuovo, o se invece sono immunizzati per sempre, liberi dall’incubo, sopravvissuti e sereni.

C’è infine un altro sottogruppo di carattere geopolitico: i Britannici. I sudditi di Sua Maestà, forse perché si tratta di un corona-virus, lo considerano un virus patriottico e ritengono di poterci giocare senza paura. Adottano la “strategia del lettone”, che da noi venne rivendicata – tra fischi e pernacchie – dalla senatrice Cinquestelle Paola Taverna con l’accattivante espressione “Morbillo Party”, ossia un evento gioioso in cui tutti si infettano allegramente e non ci si pensa più. Ma anche in Inghilterra non deve esserci piena convinzione che sia questa la strategia migliore da seguire, se già sono in corso preparativi per isolare la regina Elisabetta e il suo consorte, entrambi ultranovantenni, nel castello di Balmoral. Monarchici sì, scemi no. E chi non ha un castello in cui rifugiarsi, non si lagni, è pur sempre un inglese, perciò si attenga alla secolare filosofia del Never complain, never explain. Sarà Boris Johnson, nel caso, a dover dare spiegazioni, sempre che gliene lascino il tempo.

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