Il dramma di Alzano, 50 morti in 20 giorni. “Volevamo la zona rossa, se ci avessero ascoltati”

Alzano Lombardo conta ogni giorno nuove vittime per il coronavirus. Oltre 50 morti nei 20 giorni di emergenza in un paesino da quasi 14 mila abitanti, tra i più popolosi della Val Seriana. 

Sul Corriere della Sera parla il sindaco Camillo Bertocchi con la disperazione di chi non è stato ascoltato subito. “La nostra idea era di fare un grande sacrificio subito per essere liberi prima: se ci avessero ascoltati, le cose sarebbero andate diversamente” ripensa il primo cittadino di uno dei comuni più colpiti dall’epidemia. 

Perché Alzano? Qui il manufatturiero ha solidi rapporti con la Cina, ma soprattutto l’ospedale — come a Codogno — ha veicolato il contagio. Un paziente, poi deceduto, ha portato il Covid-19 al pronto soccorso, si sono ammalati medici e infermieri.

Serviva la zona rossa. “Dirlo adesso è facile –  dice il sindaco – Fin dal 23 febbraio abbiamo capito la gravità della situazione. Ed eravamo tutti per la linea rigida, ribadita anche il giorno 25, nonostante gli allentamenti a livello nazionale. Da noi bar chiusi anche dopo le 18. Ma vuol sapere una cosa? Non solo siamo stati criticati dagli operatori, ci è arrivato pure il richiamo dal Ministero dell’Interno tramite una circolare della prefettura che vietava ai sindaci di prendere misure”.

 

 

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