Arte digitale  jpg

Appuntamento con il destino digitale

Il mio primo impulso, appena sveglio, fu di confidare a mia moglie cosa avessi scoperto navigando sul web, tutte le mie perplessità sull’efficacia del digitale, i dubbi se stessi facendo la cosa giusta, le paure se si fosse rivelato un investimento sbagliato e ansie se chiamare quel dannato “Consulente”.

A metà mattinata raggiunsi il negozio convinto, o quasi, di fissare l’appuntamento rivelatore. Impiegai non so quanto per trovare il bigliettino da visita rovistano dappertutto prima di  riuscire nell’impresa. Una parte di me sperava che il disordine lo avesse seppellito per sempre ma quando lo vidi ammetto di aver avuto una sorta di magone allo stomaco.

Solo chi cerca pretesti è capace di sprecare il suo tempo come feci io quei giorni. Passavo ore accanto al telefono, rodendomi  succube della mia stessa cecità, incapace di intuire quanto il destino dava ormai per scontato. Il digitale non aspetta.

<<Chiamerò domani>> continuavo a ripetermi,  cosa che non feci né il giorno dopo né quello successivo. Trascorse cosi il resto della settimana ed  il lunedì seguente pioveva a catinelle. Le strade erano torrenti e la pioggia tamburellava con rabbia sulle imposte. Il telefono suonò alle dieci e mezzo. Mi precipitai a rispondere col cuore in gola.

<<Pronto?>> sussurrai al ricevitore ignaro di chi potesse essere. Nessuno rispose e un attimo dopo la comunicazione si interruppe. Attesi un intero minuto vicino al telefono perplesso sperando che squillasse di nuovo.

<<Chiameranno più tardi, >> mi dissi ritornando alle mie faccende lavorative con però una questione ancora in sospeso da risolvere anzi da iniziare…

La sera scese quasi a tradimento. L’aria fredda spazzava le strade mentre un manto color porpora tingeva ogni angolo della città. La porta si spalancò e vidi entrare il “Consulente”, azzimato e tronfio come la volta precedente emanando chiaramente  il suo credo ” digitale”.

<< Vuole sapere la verità? In questi giorni l’ho pensata e la stavo per chiamare>> mi venne spontaneamente da dire a mia discolpa mentre ci salutavamo,una piccola bugia detta a fin di bene.

<< Le sue parole mi rendono felice,mi rendo conto che fidarsi di uno sconosciuto non è facile spero però di chiarirle ogni suo dubbio…>> mi rispose educatamente con leggero sorriso.

Ci accomodammo nel mio ufficio riferendo alla ragazza che si occupava del reparto vendite che potevamo chiudere prima quest’oggi dato il mio imminente impegno.  Non potevo più rifugiarmi in altre mille scuse, l’incontro che da tempo avevo in mente di fissare e che puntualmente rimandavo era giunto, combinato dal destino beffardo.

<< A noi due! >> pensammo entrambi…

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