incubo

Da incubo ad opportunità, il passo è breve

Un incubo? Mi svegliai spaventato grondante di sudore. Il cuore mi batteva all’impazzata, avevo il fiato corto, il corpo teso. Alzandomi a sedere cercando di non spaventare mia moglie ripensai all’incubo di qualche istante prima…

Ero sdraiato sul pavimento , male ovunque e tutti i sintomi di una sbronza: mal di testa, bocca asciutta e nausea. Il pavimento era ancora umido contrassegnato da un forte odore di disinfettante. Riconobbi le sagome di una fila di lavandini. Mi trovavo in un gabinetto pubblico. Avevo dormito per terra in un gabinetto forse ubicato all’interno di una stazione ferroviaria. Concentrandomi sul mio corpo notai che ero vestito con una specie di giaccone lungo, sporco e maleodorante. Quando una luce violenta inondò le pareti di piastrelle bianche, il pavimento di cemento e una fila di box con le porte aperte il terrore cieco ritorno dentro di me. Cosa ci facevo lì? Dove era la mia famiglia? Perché ero vestito come un barbone?

Ovviamente non ci fu bisogno di cercare delle risposte bastò guardare il letto, l’armadio che avevo di fronte, sentire il suono del tempo scandito dalla sveglia ma soprattutto l’odore di casa. Solamente un brutto incubo.

Scesi in cucina per bere dell’acqua fredda facendomi sentire meglio. Seduto un attimo in soggiorno per schiarirmi le idee, tra l’altro non mancava molto al sorgere del sole, ripensai ad una possibile interpretazione di quel terribile incubo. Non dico di essere scaramantico, di credere nella sfortuna o stregonerie varie ma è meglio non sottovalutare il fato. Leggendo il mio oroscopo della settimana, (grazie all’applicazione scaricata sullo smartphone) , citava proprio la presenza di turbamenti dell’ “anima” dovuti a forti momenti di stress. Consigliava riposo e poco lavoro.

Che ridere e la baracca chi la manda avanti? La colpa è del commercialista e delle sue TASSE!

La decisione venne spontanea. Era vero, non stavo attraversando un periodo facile soprattutto con la crisi, il calo delle vendite, fatture in continuo aumento, tiravo avanti di stenti.  In realtà con la visita del Consulente e conosciuta la realtà aziendale in cui lavorava, ricordo benissimo il palazzo di vetro, dentro di me sapevo cosa fare. La strada da intraprendere era illuminata. Avevo bisogno solo di crederci

Composi senza indugiare il numero del consulente dimenticandomi dell’ora.

<< Ma che fa dorme?. >> mi sentivo euforico.

<< Mi aspettavo la sua chiamata da un momento all’altro non di certo però all’alba.>> Esordì ridendo.

<< Abbiamo tanto di cui parlare, innanzitutto come possiamo implementare una corretta strategia su i social media?. >>

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