Nei primi giorni di Agosto 2016 il CEO di TSU, il social network che prometteva di pagarti, ha comunicato tramite un post la chiusura del sito, senza dare troppo spiegazioni.

Se hai mai cercato qualche metodo per guadagnare su internet di sicuro sarai finito a leggere notizie di questo rivoluzionario social, oppure semplicemente ne hai sentito parlare quando qualcuno ha cercato di convincerti a farti iscrivere.

Vediamo ora di cosa si tratta e cosa si cela dietro la sua chiusura.

Di cosa si tratta?

TSU era un progetto che risaliva al 2013, creato dall’ Evacuation Complete. Il social era molto simile a Facebook: permetteva di pubblicare aggiornamenti di stato, condividere foto e post, avere degli amici.

Di sicuro mancavano ancora tante di quelle funzioni che catturano il pubblico e lo spingono ad utilizzarlo.

Al sito si accedeva tramite invito da parte di un altro utente: solo attraverso di esso era possibile effettuare la registrazione.

Ad aver catturato il popolo sono state però le sue promesse: quelle di guadagnare attraverso le normali azioni che ogni utente compie sulla piattaforma.

TSU, come funziona?

Il concetto di venir pagati per compiere delle semplici azioni su un social network ha attirato un sacco di utenti, che erano pronti a non farsi sfuggire un’occasione del genere.

Il concetto di base, stando a quanto spiegato dallo stesso sito web, era abbastanza semplice in principio: tu posti, il social guadagna da terze parti che pagano per poter inserire la pubblicità all’interno del sito vicino ai contenuti degli utenti, ed il 90% del ricavato viene restituito agli utenti.

Un’offerta al quanto generosa, in quanto TSU tratterrebbe solo quel misero 10%, utilizzato per annullare i costi per poter mantenere in funzione il sito.

Ma in che modo i guadagni vengono distribuiti?

Andando più a fondo nella faccenda, spunta una famigerata “rete”, formata dalle amicizie dell’utente.

Ricordiamo che per entrare a far parte del social c’era bisogno assolutamente dell’invito. Il 90% del guadagno andava quindi così suddiviso:

-Il 50% spettava a chi pubblica il post che ha ricevuto delle interazioni.

-Il 33% del rimanente spettava a chi lo ha invitato a far parte del social.

-Il 33% dell’ulteriore rimanente spettava a chi ha invitato colui che ha invitato la persona che ha pubblicato il post, e così via….

La rete seguiva perciò un sospettoso sistema a livelli, o piramidale, che suonerà molto famigliare a chi conosce le truffe più famose del web.

Questo tipo di sistema è alla base infatti dello schema Ponzi, che può essere banalmente paragonato alle catene di Sant’Antonio.

Quanto si guadagna?

I guadagni di cui stiamo parlando sono… praticamente inesistenti.

Ottenere interazioni in un social non molto utilizzato non è così semplice. Aggiungiamo il fatto che i like, i commenti e tutti i vari tipi di azione venivano pagati una miseria. Ed aggiungiamo infine il fatto che per riscuotere finalmente qualcosa, ed accreditare quindi il denaro, era necessario raggiungere i 100$.

Chiunque avesse provato Tsu per pochi giorni, si sarà di sicuro reso conto della perdita di tempo che questo sito gli ha causato.

Attenti alle truffe sul web!

Il sito è stato oscurato nell’ Agosto 2016, ed il CEO non ha spiegato la reale causa del fallimento dell’azienda. Gli utenti ebbero fine al 31 Agosto per scaricare i file che avevano postato attraverso il profilo.

Il messaggio apparso sul sito TSU
Il messaggio apparso sul sito TSU

Possiamo dunque parlare di truffa? No. Nessuno degli utenti era stato spinto ad acquistare qualcosa, ne a fare donazioni. E di solito le truffe hanno proprio questo come obbiettivo finale: estorcere denaro.

Gli utenti in questo caso sono stati privati del loro tempo, probabilmente presi in giro, e di sicuro illusi di poter guadagnare veramente qualcosa.

Sul web girano purtroppo molte truffe e siti farlocchi, che promettono guadagni esorbitanti, e da cui è meglio stare alla larga!

1 commento

  1. Quest’articolo mi sembra un po’ troppo denigratorio. Io sono stato su Tsu per qualche tempo, forse un mese, e paragonarlo a una delle tante truffe in rete è eccessivo. Lungi da me sostenere che si potesse sopravvivere semplicemente postando contenuti su Tsu, ma, piuttosto che arricchire lo Zuckerberg di turno, ben vengano queste idee. Io, se non ricordo male, avevo guadagnato 14 cent in tutto.

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